Se avete voglia di intervenire, o se vi servisse uno spazio per sfogarvi.. scrivetemi! nicolabilello@gmail.com
Fastweb
domenica 10 febbraio 2008
A Londra a fine aprile
Sarà un'occasione per andare a trovare le mie cugine, Federica e Alessia, e relativi partner Jakob e ... un nome che si legge Beckham ma che non so come si scrive!
Una coppia di amici ha deciso di farci compagnia... Giovanni e Silvia, per bissare la vacanza fatta insieme ad agosto a Lipari...
Divertimento assicurato!
giovedì 7 febbraio 2008
Valentino Rossi e il Fisco
Naturalmente il campione di velocita' trovera' un accordo con qualche CAPOCCIA dell'Agenzia delle Entrate, si parla di uno sconto niente male: di 112 milioni di euro potrebbe pagarne soltanto 20. E questo solo per il periodo 2000-2004.
Mio padre che a causa di una detrazione sullo stipendio, non dovuta visto che io nel 2004 ho avuto un reddito, e' stato chiamato a pagare 670 euro, senza una lira ( o centesimo di euro) di sconto, mentre Fisichella, Pavarotti, Vale Rossi e compagnia bella godono di trattamenti speciali.
In uno STATO DEMOCRATICO sarebbe normale che il piccolo lavoratore godesse di un trattamento particolare, con 50 eurini di sconto (che non tolgono nulla di importante alle casse dell'erario), ma non il grande EVASORE...
Resta una sola spiegazione, secondo me: il CAPOCCIA dell'Agenzia delle Entrate, o chi per lui concede lo sconto, si mette in tasca una BUSTARELLA (..rella per modo di dire) di qualche milioncino!
Dovremmo fare la RIVOLUZIONE!....
sabato 26 gennaio 2008
Che settimana...Prodi, Cuffaro e la monnezza!
Il governo Prodi ricade, Cuffaro si dimette e la monnezza campana fa il giro d'Italia.
Su quello che è successo in Senato, mi preme sottolineare soltanto il comportamento dell'INDEGNO "membro" (mai tale sostantivo fu tanto appropriato) dell'UDEUR Barbato. Non è concepibile che a rappresentarci in Parlamento (e a maggior ragione al Senato) ci sia gente come questa: capace di sputare e aggredire un compagno di partito perchè dice e fa quello che pensa.
Sono stanco di vedere politici che fanno solo quello che vuole o pensa il partito, soprattutto in momenti critici come questo: stimo gente come il Senatore Cusumano e Turigliatto, che per motivazioni opposte, sono andati contro il proprio partito. È vero che ricoprono la posizione grazie al partito, ma ogni tanto bisogna rendere conto anche alla propria coscienza. E, soprattutto, non dimenticare che l'Udeur ha preso i voti perchè appoggiava Prodi e l'Unione: quindi chi è il traditore, Mastella che tradisce Prodi o Cusumano che tradisce Mastella?
Sono stanco di vedere Senatori della Repubblica fare a pugni come se fossero sul ring, gridare come se fossero allo stadio, portare mortadella in aula come se fossero dal salumiere, stappare champagne manco fosse Capodanno.
Sono gli stessi che sui giornali si lamentano per i bulli nelle scuole: i ragazzi seguono soltanto il loro esempio.
Dovremmo indignarci: raccogliere le firme per mandarli via a calci in culo dopo comportamenti simili.
Una parola su Mastella non può mancare: ha espulso dall'Udeur il Senatore Cusumano "per indegnita' politica", mentre ha preferito tenersi accanto il "fedele" Barbato. SENZA PAROLE!!!
Passando al caso Cuffaro, e precisando che una sentenza di primo grado non significa necessariamente "colpevolezza", è notizia di poche ore fa che il governatore della Sicilia, con una settimana di "ritardo", si è dimesso dal suo incarico in maniera irrevocabile.
Gli era stato chiesto dall'opposizione, ma anche da qualche esponente di centro-destra.
Dopo il caso Mastella, dimessosi per gli arresti domiciliari della moglie, e per il suo successivo coinvolgimento nell'indagine, era il minimo che il Presidente della Regione potesse fare.
Adesso avrà più tempo per dedicarsi alla sua battaglia personale per dimostrare la sua innocenza e, se ci riuscirà, tornare più forte di prima.
Sbaglia Leoluca Orlando ad additare Cuffaro come "favoreggiatore di mafiosi": una cosa è ciò che ognuno di noi pensa, a torto o a ragione, un'altra è accusare pubblicamente senza portare nessuna prova, nonostante una sentenza di primo grado. Di lui si potrebbe ricordare che nel 1996 venne indagato per corruzione aggravata durante l'esercizio delle sue funzioni di Sindaco di Palermo. Il pentito Tullio Cannella fornì uno scenario inquietante affermando che nel 1986 il Comune di Palermo, dopo una tangente di 200 milioni di lire, acquistò degli appartamenti di un certo Giuseppe Bonanno, un prestanome di Gaspare Finocchio (imprenditore) che era invece in odore di mafia. Destinatari della tangente, secondo il pentito furono il Sindaco Leoluca Orlando e l'assessore Vincenzo Inzerillo, all'epoca dei fatti in carcere da 16 mesi per mafia [Centro Impastato Cronologia 1996]. Nel 1995 la Procura di Palermo gli inviò un avviso di garanzia come anche a Domenico Lo Vasco, ex sindaco e assessore alle Finanze in una precedente giunta Orlando, per l'appalto concesso alla Sispi, una società mista tra il Comune, l'Iri e la Finsiel, finanziaria del gruppo Iri, per l'informatizzazione dei servizi comunali. L'inchiesta fu poi archiviata. Fu invece inquisito dal Pm della Procura di Palermo, Lorenzo Matassa, per i restauri del Teatro Massimo, accuse da cui Orlando, processato, fu assolto con sentenza definitiva.
Quindi, essere indagati o condannati primo del terzo grado di giudizio non significa essere colpevoli. Tantomeno, il sig. Leoluca Orlando rispetta la sentenza emessa dai giudici di Palermo, che escludono il favoreggiamento a Cosa Nostra.
Non sto qui a difendere Cuffaro, non l'ho nemmeno votato alle ultime elezioni, optando per la Borsellino, ma quello che dichiarano i giudici non può avere una interpretazione quando l'imputato è Orlando e una opposta quando è Cuffaro.
Caso rifiuti: i campani dovrebbero scendere in piazza non per tenere i rifiuti lontani dalle discariche, ma per chiedere le dimissioni, anche queste irrevocabili, di chi negli ultimi anni li ha portati a questa situazione: Bassolino e Pecoraro Scanio (non conosco nello specifico il potere e\o la colpa dei sindaci...per questo non ho inserito la Iervolino, nè altri sindaci della zona!).
domenica 23 settembre 2007
"Libero" volo da clementemastella.blogspot.com - 15 settembre 2007
La realtà, credo, è che si sta tentando di riportare il paese alla caccia alle streghe. Si sta cercando di far rivivere a tutti il clima delle monetine gettate sulla macchina di Craxi. Demagogia allo stato puro. Tant'è che i presidenti di Camera e Senato mi hanno difeso. Così come il presidente del consiglio.
Ma anche da parte di un giornale che non è certo tenero con i politici, come "Libero", c'è stata una chiara presa di posizione in mia difesa. Scrive il vicedirettore Gianluigi Paragone: "Il ministro della Giustizia, Clemente Mastella ha preso un aereo di Stato per andare al Gran premio di Monza. E' successo il finimondo. Non ci vedo lo scandalo, visto che era lì come ministro della Giustizia per la premiazione. Certo si può discutere sulla nobiltà della missione, ma se lo hanno invitato e lui ha accettato il problema non si pone più. Rappresentava l'esecutivo insieme al vicepremier Rutelli. Del resto in passato ci andarono anche autorevoli esponenti del governo Berlusconi. Usando aerei di Stato. Non si devono più usare? Facciano una legge così la finiamo. Oppure mettano per iscritto quando si possono e quando non si possono usare.
Obiezione numero uno: non era opportuno che il Guardasigilli usasse il volo di Stato per andare al Gran premio. Può darsi, ma allora non è opportuno che vada scortatissimo allo stadio, a passeggio con la moglie,al cinema e dovunque non sia casa o bottega. Anche quelle sono spese. Il Guardasigilli è uno dei ministri più blindati e più a rischio in assoluto, tanto che la sua protezione dura oltre il mandato. A prescindere se si chiami Mastella o Castelli. A meno che non si stabilisca che per Mastella le più alte protezioni non valgono perchè è un vecchio democristiano, un po' ciccione, coi capelli tinti e terrone.
L'articolo di "Libero" prosegue:
"obiezione numero due: ha fatto salire il figlio. L'hanno visto tutti, ci sono le foto dell'Espresso. Lo poteva evitare. Ma siccome su quell'aereo ci sono saliti anche altri parenti, senza per questo essere sputtanati, difendo Mastella. Come ? Non sapete che a bordo di quell'aereo decsritto come la Rolls Royce dei cieli c'erano altri parenti vip? Allora mettetevi comodi che facciamo un po' di gossip. E' noto che sull'Air Force italiano oltre a Clemente Mastella ci fosse anche il vicepremier Francesco Rutelli. E' arcinoto che Mastella si è portato il figlio. Non è noto invece che Rutelli s'è portato la moglie. La signora Barbara Palombelli. Il giornale di De Benedetti questo non lo racconta. Nè racconta che sull'aereo lussuoso c'era pure un parlamentare della Margherita, Renzo Lusetti. Con il figlio. Il quale non è sfuggito al severo cronista dell'Espresso che infatti racconta di 'un ragazzino under 14 con vistosa t-shirt sportiva, fotografato mentre sale sull'autobus presidenziale? Come mai le loro foto non sono state pubblicate? Perchè è un minorenne? Ok, passi. Ma la moglie di Rutelli non è minorenne. Nè lo è il parlamentare margheritino. Allora ditemi era più autorizzato a salire a bordo il ministro Mastella o l'anonimo Lusetti? E se proprio dobbiamo metterla sul piano delle parentele, perchè il figlio di Mastella può essere spiattellato mentre sulla Palombelli, su Lusetti e sul figlio il barricadiero Espresso stende uno strano silenzio? Non è che la casta è più casta quando c'è di mezzo Mastella e invece diventa "castetta" quando ci sono di mezzo Rutelli, la moglie e gli amici di Rutelli? Diciamo pure che sparare su Clementone da Ceppaloni è diventato un gioco da luna park. Beppe Grillo lo infilza coi suoi spilloni del Vaffa-voodoo. Mastella è l'icona dell'antipolitica. Avanza una cartuccia?Basta mirare alla schiena del ministro, tanto quello è grande e grosso: pigliarlo è un gioco da pischelli. Infatti non è stato difficile per il paparazzo scattare le foto e consegnarle all'Espresso. A proposito, come è possibile che in un'area militare, quindi top secret, un fotografo possa aver accesso così facilmente? Se io fossi i ministri Mastella e Rutelli mi preoccuperei della vulnerabilità di un'area militare. In altri tempi l'Espresso avrebbe sguinzagliato i suoi cronisti d'assalto, magari travestiti da terroristi, per svelare come è facile bucare la rete della sicurezza. Oggi però il menù prevede altro: oggi lo chef consiglia Casta a colazione, a pranzo, a cena. Quindi cosa c'è di meglio che infilzare il Mastellone e servirlo agli affamati di antipolitica? E magari condirlo con i mali della Giustizia che c'entrano come i cavoli a merenda. Eppure l'Espresso li serve accoppiati. Titolo dell'inchiesta: "Chi ha ucciso la giustizia. Quattro anni per un processo penale, sei per uno civile. Lo sfascio del sistema giudiziario. Il primato del tribunale di Venezia. E intanto il ministro Mastella e suo figlio volano al G.P. di Monza con l'aereo di Stato". Cosa c'entra scusate? Se il Guardasigilli a Monza ci fosse andato in tandem pedalando col figlio (tutta salute signor ministro...) i tempi dei processi si accorcerebbero? Ma dài, vediamo di piantarla. Se la Giustizia è nello stato comatoso che conosciamo gli aerei di Stato non c'entrano niente. L'abuso degli aerei di Stato non costerà mai quanto gli abusi delle intercettazioni telefoniche, delle interminabili indagini preliminari o della carcerazione preventiva. Mastella con un voto lo si manda a casa. I giudici no".
dal Blog del Sen. Clemente Mastella - Grillo? Un delinquente senza cuore
Nel suo blog Grillo continua ad attaccarmi. Prima voleva garantire assistenza legale ai parenti vittime di assassini usciti grazie all'indulto e trasformatisi in belve feroci. Poi ha deciso di raccogliere queste sofferenze in un libro bianco.
Per me Grillo è un delinquente senza cuore. Come definire chi si propone di strumentalizzare il dolore ultragiustificabile di chi ha perso amici, affetti, parenti per omicidi terribili attribuendo la responsabilità di quel dolore all'indulto? Come se l'indulto stesso fosse la causa di un omicidio, come se chi ha votato in Parlamento il provvedimento possa essere corresponsabile dell'omicidio in questione. Un assassino è tale, indulto o non indulto.
Per me Grillo è un ignorante costituzionale. Come definire chi finge o fa finta di non sapere che a proporre l'indulto è stato tutto il Parlamento e non solo il ministro della Giustizia?. Io ritengo che il provvedimento sia stato giusto e non scarico certo la responsabilità sugli altri. Ma la proposta è del Parlamento.
Per me Grillo non arriva alla vita di Benigni. Viva Benigni!
P.s. Mi sembra chiaro ora, e non era un segreto neanche prima, che Grillo punti a una presenza politica nazionale forte. Ce la farà a fare le liste? Vedremo. Ma la politica c'entra eccome.
giovedì 20 settembre 2007
Senza grazia e senza giustizia di Gianluca Di Feo - L'Espresso
Lì Mastella si è accomodato su un meraviglioso elicottero privato, un potente Agusta 109 con salottino interno, diretto verso l'autodromo. Nessuno sa chi ha saldato il conto per questa navetta, prenotata per uso esclusivo del leader Udeur. La società che la gestisce - la Avionord - risulta aver noleggiato molti voli per gli ospiti più eccellenti delle case automobilistiche. È stato forse Flavio Briatore a omaggiare l'amico Clemente di quel tour con vista sui tetti del Duomo che ha permesso di scavalcare tutte le code per planare nel giro di dieci minuti direttamente nei box di Monza?
"Sono qui per salutare l'amico Briatore", ha detto il ministro dopo lo sbarco nel circo dei motori. Perché la visita nel tempio della Formula Uno ha avuto poco di ufficiale e molto di personale. Il suo arrivo a Linate ha spiazzato cerimoniale e dispositivo di sicurezza. Poi, dopo l'atterraggio con l'Airbus presidenziale, quel passaggio sull'elicottero-limousine molto poco protocollare. Il tutto, volo di Stato ed elicottero privato, sempre in compagnia del figlio Elio. D'altronde a sentire il Guardasigilli, proprio il dovere di padre è uno dei motivi principali della sua spedizione tra i box: "Avevo promesso da tempo che sarei stato presente insieme con mio figlio", ha dichiarato al "Corriere della Sera", ripetendo: "Volevo salutare il mio amico Briatore e vedere la gara da vicino".
Il tutto grazie al jet dell'Aeronautica militare, che ha imbarcato anche il giovane Elio, un portaborse e due uomini di scorta. Lo stesso gruppo ripreso dalle foto de "L'espresso" mentre cammina allegramente dall'aereo governativo verso l'Agusta a noleggio.
Eppure ci sarebbe stata più di una ragione per sconsigliare la visita del Guardasigilli: solo il giorno prima la Procura di Modena aveva distribuito una raffica di avvisi di garanzia ai vertici della McLaren, accusati di spionaggio nei confronti della Ferrari, facendoli consegnare proprio a Monza. Ed ecco che il responsabile della Giustizia italiana passa la mattinata nei box della Renault dell'"amico Flavio", concorrente degli indagati. Poi a sorpresa sale sul podio per premiare il terzo classificato, il ferrarista Raikkonen, vittima della spy story. Ma il ministro vola più in alto di queste polemiche. E alle insinuazioni della McLaren, che hanno visto nei provvedimenti dei magistrati uno strumento di pressione, replica: "Se pensano che la Giustizia italiana viaggia a rimorchio di qualcuno, non la conoscono".
Di sicuro la Giustizia non viaggia a rimorchio, ma c'è il sospetto che il ministro lo faccia a scrocco. Per carità: l'amicizia non ha prezzo. Dalle vacanze sullo yacht dell'industriale Della Valle all'ospitalità di Briatore, passando per l'uso disinvolto dell'aereo presidenziale che imbarca anche il figlio. Sì, lo stesso figlio Elio al centro, insieme con il fratello Pellegrino, dell'inchiesta "Casa nostra" de "L'espresso" per l'acquisto a prezzi modici di due appartamenti sul lungotevere Flaminio e della dimora in via Arenula dove ha sede la rivista dell'Udeur. Facile prevedere le giustificazioni di Mastella: l'impiego dei voli di Stato non è una sua scelta, ma viene imposto per motivi di sicurezza.
Come spiegare allora il trasbordo dall'Airbus all'elicottero privato? Quanto a protezione, poi, le foto che pubblichiamo dimostrano che sarebbe stato facile colpire l'uomo di governo durante il trasferimento e anche sulla scaletta del munitissimo jet. E se c'era una qualunque minaccia, perché esporre anche il giovane erede ai rischi? In realtà sempre più spesso la questione della sicurezza sembra invocata solo per tutelare un privilegio. Dopo l'11 settembre 2001 i controlli sui voli di linea sono così severi da escludere la possibilità di nascondere armi. E se anche qualcuno fosse in grado di portare a bordo un coltello, un paio di agenti di scorta potrebbero facilmente eliminare ogni pericolo. Non a caso, molti leader stranieri e diversi ministri italiani, incluso il premier Prodi, si muovono con normali aerei di linea o addirittura, come spesso fa Tommaso Padoa-Schioppa, con compagnie low cost. Che bisogno c'è allora di un Airbus presidenziale dove far spaparanzare figli e collaboratori?
Il vizietto del volo blu non è prerogativa del Guardasigilli. L'Airbus presidenziale ha trasportato anche la comitiva di Francesco Rutelli, ospite d'onore al Gran Premio. A quanto risulta a "L'espresso", i due uomini di governo avevano chiesto due differenti voli di Stato, da Salerno a Milano con ritorno a Roma negli stessi orari. Al che l'Aeronautica avrebbe deciso di unificare i viaggiatori su un unico jet, per non creare uno spreco nello spreco. Una mossa che non sarebbe stata gradita dai ministri: Mastella la sera prima aveva disertato all'ultimo momento la festa della Margherita rutelliana per "motivi di famiglia".
A Monza il vicepresidente del Consiglio, titolare dei Beni culturali e del Turismo non certo dello Sport, ha evitato di rendere omaggio a Briatore e si è limitato agli aspetti ufficiali della visita. A lui è toccato premiare il vincitore Alonso, alfiere dell'indagata McLaren, con il rischio di un altro corto circuito istituzionale: il numero due del governo che tributa un riconoscimento sportivo al campione del team sotto inchiesta. Un gesto incomprensibile per gli osservatori stranieri, ancora meno abituati all'aircraft sharing ministeriale.
Le foto de "L'espresso" documentano che al seguito di Rutelli c'erano almeno tre uomini tra portavoce e portaborse, più un paio di agenti di scorta. Ma le immagini mostrano un via vai impressionante di insoliti passeggeri. Il decollo dell'elicottero di Mastella, per esempio, viene accompagnato da un Agusta-Bell militare. Si tratta di un velivolo dell'Aeronautica, destinato alle operazioni di soccorso e pattugliamento, che attende l'arrivo del ministro e poi si alza a grande velocità: una procedura identica a quella usata per proteggere le personalità ad altissimo rischio. A rendere del tutto anomala la missione è la presenza in cabina di un'elegante signora dai capelli rossi, fatta accomodare nella fusoliera mimetica da un ufficiale in uniforme azzurra. Così come resta singolare la figura di un ragazzino under 14, con vistosa t-shirt sportiva, fotografato mentre sale sull'Airbus presidenziale.
Sul jet da 48 poltrone ha viaggiato una dozzina di persone che si sono godute questa escursione lampo nella Formula Uno, protetta dal segreto di Stato e finanziata dai contribuenti. In Gran Bretagna la contabilità della flotta usata dalla casa regnante è cristallina, negli Usa ogni decollo a carico dell'Amministrazione è sottoposto a una ferrea trasparenza, ma da noi tutto resta top secret, sia gli ospiti che i costi. Il noleggio di un aereo del genere non viene meno di 50 mila euro. L'Aeronautica possiede già gli Airbus, quindi bisogna considerare solo il costo dei tre voli Ciampino-Salerno, poi Salerno-Milano infine il rientro a Roma più lo stipendio festivo dei cinque uomini di equipaggio.
Insomma, un conto che potrebbe arrivare ai 20 mila euro. Negli identici orari, Air One offriva il biglietto Napoli-Milano e il ritorno su Roma, tutto incluso, per meno di 200 euro. Nella stessa giornata e negli identici orari il dibattito politico era dominato dai tagli alla spesa pubblica. Sarebbe stato bello vedere i ministri salire su un volo di linea come normali cittadini. E non dovere leggere le lamentele di Mastella sulla scarsità di fondi: "Siamo indebitati fino al collo. I magistrati che indagano sulla strage di Duisburg non hanno benzina per le auto". Pensare che di litri di carburante l'Airbus presidenziale solo per la gita a Monza ne ha bruciati più di 7 mila. (13 settembre 2007)
http://espresso.repubblica.it/dettag...stizia/1765034
Air Force Mast - Uliwood Party di Marco Travaglio - 15 settembre 2007
Mastella, il figlio Elio, un portaborse (con la giacca azzurra) assieme a due agenti di scorta raggiungono l'Ata, la zona di Linate riservata ai voli privati
La comitiva Mastella sale su un elicottero privato Agusta A 109 matricola I-STCA. L'elicottero ha i colori della Regione Lombardia perchè in passato veniva usato dalla Regione per attività di polizia, ma il contratto non è stato rinnovato. Appartiene alla società Avianord (gruppo Ferrovie Nord Milano) che gestisce un servizio di elitaxi tra Linate e l'autodromo di Monza per il Gran Premio. Non sappiamo chi lo abbia noleggiato ma risulta che sia stato usato solo per i voli di Mastella.
Per rispetto dell’istituzione, ci permettiamo di rivolgere una domanda al ministro Clemente Mastella: che cosa direbbe se in un qualunque paese del mondo un qualsiasi ministro facesse anche una sola delle cose che l'Espresso gli ha attribuito nelle ultime tre settimane? Non crede che persino lui ne chiederebbe le dimissioni? E allora perché in Italia nessuno gliele chiede, nemmeno l'opposizione? Forse perché, da quando quello spiritoso di Prodi l'ha fatto ministro della Giustizia, lo Statista di Ceppaloni ne fa e ne dice tante e tali che persino le dimissioni parrebbero un tantino riduttive.
Ricordate Gianpaolo Nuvoli, l'ex forzista che voleva impiccare Borrelli in piazza, subito imbarcato nell'Udeur e promosso direttore generale del ministero, con delega ovviamente ai diritti umani? È rimasto lì: Di Pietro chiese la sua rimozione, ma gli altri ministri preferirono rimuovere la questione. Ricordate l'indulto? Mastella giurò che sarebbero usciti in 15mila, invece uscirono 26.500 condannati definitivi, più 18mila dalle pene alternative. Totale 45mila. Lui allora rassicurò: i recidivi riarrestati sono «solo il 5%». Poi divennero «solo il 7», «solo il 9», «solo l'11», «solo il 13». L'altro giorno il ministro Santagata ha annunciato al Parlamento che sono «solo il 22,5%». Intanto Mastella chiede ai giudici la «certezza della pena», pur compatendoli perché «sono senza benzina».
Lui invece di benzina ne ha da vendere, se si pensa ai 7mila litri bruciati dall'Air Force One del governo per scarrozzarlo insieme al figlio Elio e a un paio di portaborse da Salerno a Milano, al Gran Premio di Monza per una missione delicatissima («Dovevo premiare il terzo classificato e salutare l'amico Briatore»). C'era pure Rutelli, per premiare il primo arrivato. «Motivi di sicurezza»? Difficile crederlo: gli aerei di linea sono un po' più sicuri dello yacht di Diego Della Valle, sul quale veleggiava il Ministro Granturismo quest'estate, quando un vile attentatore tagliò nottetempo gli ormeggi senza che né Mastella, dormiente sotto coperta, né la sua superscorta s'avvedessero di nulla (e sorvoliamo sull'idea balzana di colpirlo nell'unico momento in cui non fa danni, cioè nel sonno).
Anche stavolta il ministro potrebbe rispondere come fa sempre: che i giornali ce l'hanno con lui per conto dei famosi «poteri forti», senza contare Beppe Grillo. Ma se lui facesse la grazia di non fornire quotidianamente argomenti a Grillo e ai giornali, sarebbe meglio per lui, e per il governo. Di cui è uno dei ministri più importanti: quello della Giustizia. Parlare con lui di questione morale o deontologica è come chiedergli le dimissioni: inutile. Infatti pare che Prodi, imbarazzato, l'abbia invitato almeno alla «sobrietà».
Ecco: posto che non c'è alcun reato, gli pare «sobrio» il quadro tracciato dall'Espresso sui sei appartamenti acquistati da lui e famiglia a prezzi stracciati 5 dalle Generali e 1 dall'Inail che sta per vendergliene altri 2 per il partito? È vero, la famiglia e il partito sono in continua espansione. Infatti, dopo aver sistemato la sua signora alla presidenza del consiglio regionale campano e il cognato in Parlamento, Mastella s'è visto assumere il figlio Pellegrino, principe del foro di Ceppaloni, come consulente giuridico del ministero delle Attività Produttive. Tutto ciò gli pare «sobrio»?
Quanto all'Udeur, l'altro giorno ha accolto a braccia aperte il consigliere regionale della Campania ex Ds Angelo Brancaccio, arrestato ad aprile per estorsione, peculato e corruzione, interdetto dai pubblici uffici e sospeso dal Botteghino: appena uscito dal carcere e dagli arresti domiciliari, Brancaccio è entrato nell'Udeur ed è tornato in consiglio regionale, dove la presidentessa Sandrina Lonardo Mastella gli ha tributato la sua solidarietà. Brancaccio terrà compagnia a un altro consigliere Udeur, Vittorio Insigne, imputato di concorso esterno in associazione mafiosa con l'accusa di essere socio dei boss dei Casalesi. Tutto ciò nel partito del ministro della Giustizia.
Capito, onorevole? Della Giu-sti-zia. Noi giornalisti siamo certamente dei cattivoni, e Grillo è ancora più cattivo di noi, raccontando quello che lei fa. Ma lei perché lo fa?
L’Unità del 15.9.2007